Tavoli per una nuova economia di vallata

Reti, comunità e nuova economia di vallata


Cos’è per noi fare RETE?
Ultimamente, in diversi campi, si utilizza e magari si abusa di parole che comunicano questa nuova modalità. Sarà forse anche una moda, ma la base c’è e anche noi non esitiamo a proporci come veicolo per fare rete sul territorio. Non una rete che trattenga, ma che metta in relazione ogni singolo con gli altri.

Confluenze usa già da tempo la metafora del “filo che unisce“, al quale cui ognuno può annodare il proprio per diventare, insieme, più forti e concreti. Crediamo davvero che solo attraverso l’unione delle forze, la condivisione di problemi, il confronto, soprattutto da posizioni differenti, potremo arricchirci di esperienze e trovare il modo per creare un vero progetto condiviso.

COMUNITA’
Parliamo di persone. Ed è conoscendo quelle che vivono il territorio, ascoltando i loro sogni, progetti, passioni, visioni che è nato Confluenze. Perché è chi respira la valle ogni giorno, magari soffrendola anche, che è in grado, se sostenuto, accompagnato, supportato, di partecipare e diventare attore di un progetto capace di animare un territorio, accogliere turismo, continuare a vivere, far fiorire aziende e crescere i propri figli.

Confluenze non si propone come soluzione, ma come STRUMENTO, VEICOLO, STIMOLO, ISPIRAZIONE verso una comunità che si prenda cura del TERRITORIO E DEL SUO SVILUPPO.

Non è un progetto finanziato. A partire dalla primaversa del 2015, la collaborazione di tante persone ha reso possibile la realizzazione di numerosi eventi, dalla prima edizione del festival fino a PianofortiLiberi; alcuni di noi dedicano a Confluenze molto tempo perché siamo convinti dalla necessità di un contenitore ampio e aperto, di uno strumento trasversale. La nuova economia di vallata di cui parliamo è un’economia di relazione. La relazione è una leva potentissima.

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